L’IPCC e le azioni di mitigazione urbana

Il progetto VerdeVale, nel suo obiettivo di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici in città, è attento anche alle strategie definite a livello globale in un contesto molto ampio, che danno un indirizzo comune agli sforzi attuati nell’ottica di rendere sostenibili i sistemi urbani.

Recentemente è uscito il nuovo Report prodotto dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, riguardante le possibili azioni di mitigazione del clima. Costituito nel 1988 dalla World Meteorological Organization (WMO) e dallo United Nations Environment Programme (UNEP), l’IPCC è un organo intergovernativo costituito da 195 Paesi. 

L’IPCC ha l’obiettivo di  fornire un’analisi interdisciplinare sui cambiamenti climatici e sull’impatto che essi potrebbero avere nella nostra vita, basandosi su informazioni di natura scientifica, tecnica ed economica. In particolare, il capitolo 8 del Rapporto è dedicato ai sistemi urbani, alle sfide poste dal cambiamento climatico, alle minacce che le città devono affrontare per creare ambienti maggiormente resilienti.

Per quale motivo è importante considerare le città quando si parla di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico? 

Al momento più della metà della popolazione mondiale vive in ambiente urbano e si pensa che il numero possa aumentare fino al 70% entro il 2050. Da un punto di vista di impatto ambientale, ciò significa che gran parte delle emissioni prodotte dall’uomo si concentrano nelle aree urbane e in futuro avranno un impatto sempre maggiore. É quindi fondamentale pianificare delle strategie lungimiranti che permettano alle città di essere meno inquinanti, ma anche qualitativamente migliori per la vita dei cittadini.

Per queste ragioni, l’IPCC ha identificato tre strategie di mitigazione per diminuire le emissioni prodotte. La prima strategia è finalizzata a ridurre il consumo di energia attraverso una pianificazione territoriale più efficiente; la seconda mira alla decarbonizzazione attraverso l’elettrificazione del sistema energetico urbano; la terza, invece, è una soluzione nature-based (NBS), che prevede l’utilizzo di infrastrutture blu e verdi  per mitigare gli effetti del cambiamento climatico. È in questa terza strategia che si inserisce il progetto VerdeVale. Grazie alle alle ricerche svolte sugli arbusti nelle due città partner è stato possibile implementare il software GreenSpaces con nuove funzionalità che permettono il monitoraggio di alcuni fenomeni che influiscono sulle attività di cura e manutenzione del verde urbano, come ad esempio le quantità di precipitazioni e dunque la necessità di irrigazione delle piante. Inoltre, dalle analisi svolte da VerdeVale è stato possibile sviluppare delle Best Practices  riguardanti l’idrologia ed il censimento del verde urbano, due strumenti ulteriori di grande utilità al fine di una gestione del territorio e del verde urbano ancora più virtuosa. 

Sul lungo termine, dunque, il fine di VerdeVale è quello di rendere le città maggiormente resilienti al cambiamento climatico, incorporando nelle sue attività localizzate una strategia internazionale più ampia, che dimostra l’urgenza ma anche la necessità di collaborazione da parte di diverse istituzioni, PMI e enti locali per mantenere anche in futuro una buona qualità di vita in ambienti fortemente antropizzati.

Per maggiori informazioni, potete trovare nel sito dell’IPCC il Report che al capitolo 8 affronta in modo dettagliato tutte le tematiche concernenti i sistemi urbani e le possibili azioni di mitigazione. 

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