VERDEVALE informa: Gli obiettivi del PNRR

Quali sono i motivi per investire nel verde e negli alberi presenti nelle aree urbane?

È indubbio che il cambiamento climatico abbia portato a gravi alterazioni ed eventi estremi, quali ad esempio le ondate di calore e i periodi di siccità frequenti, le inondazioni, e un rialzo delle temperature medie, fenomeni che intaccano la qualità di vita nelle nostre città. Per non parlare poi dell’inquinamento atmosferico che, sebbene segua un trend negativo, rimane comunque uno dei problemi fondamentali da combattere, soprattutto nelle aree urbane. 

È quindi importante continuare a potenziare le aree verdi in città, non solo per far fronte al cambiamento climatico, ma anche per migliorare la qualità di vita dei cittadini e garantire il loro benessere psico-fisico. Infatti, secondo l’ultimo Report dell’Istat, pubblicato il 28 marzo 2022, la superficie occupata dal verde è in continuo aumento: “in media +0,4% all’anno dal 2011 (+0,6% nei capoluoghi metropolitani)”.

Tuttavia, a sostegno di questo “investimento verde” l’Italia avrebbe deciso di stanziare 330 milioni, che molti esperti considerano insufficienti. Come afferma anche il Professor Ferrini dell’Università di Firenze nella rubrica Green&Blue di La Repubblica, infatti, “L’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, in corso da mesi, farà lievitare i prezzi delle piante probabilmente anche del 30%” ed inoltre “Per il verde urbano, al momento, la quantità di piante presente nei vivai italiani è intorno ai 6 milioni di alberi, ma circa il 90% va all’estero”.

I comuni quindi, si trovano davanti ad una sfida non indifferente da affrontare dove la progettazione urbana del verde è l’argomento cardine.

 

Alla luce di questo, il progetto VerdeVale diventa ancora più importante, perché ci permette di studiare i benefici di alcune specie arbustive in città e quindi di capire come investire al meglio nel verde urbano per ottenere non soltanto un miglioramento del benessere dei cittadini ma anche un vantaggio economico per le amministrazioni.

 

Didascalia immagine. Nel grafico a sinistra, i dati riguardanti la forestazione urbana e la disponibilità del verde urbano nei capoluoghi nel 2020, mentre nel grafico a destra gli sviluppi della forestazione urbana e la disponibilità del verde urbano nei capoluoghi per ripartizione geografica a partire dal 2011 fino al 2020. Come possiamo notare dal primo grafico, la distribuzione del verde urbano non è uniforme e meno della metà dei capoluoghi si posiziona sopra la media, con il settentrione che presenta valori molto superiori rispetto alle altre ripartizioni. Tuttavia, come illustra il secondo grafico, dal 2011 al 2020 la superficie dedicata alla forestazione è aumentata (+14,9%) e gli incrementi più marcati li possiamo osservare nei capoluoghi delle isole (+31,0 %), seguiti da quelli del del Nord (16,3%). È in questo contesto che si posizionano le nuove politiche per la riforestazione urbana previste dal PNRR.

E voi cosa ne pensate? Scrivetecelo nei commenti!

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